proctologia

La visita proctologica consiste in un’indagine diagnostica sulla funzionalità dell’ultima parte dell’intestino, e in particolare l’ano e il retto.
Le sue finalità sono quelle di indagare sulle patologie di questa zona anatomica, che riguardano principalmente lesioni di natura infiammatoria o neoplastica della mucosa, oppure dilatazioni dei vasi sanguigni.
I sintomi più tipici che suggeriscono una visita proctologica sono presenza di sangue nelle feci, dolore, bruciore o sviluppo di ragadi ed emorroidi, tumefazioni e secrezioni purulente.

La visita proctologica consiste essenzialmente nell’ ispezione locale e nell’ esplorazione anale; in associazione alla visita proctologica, quando indicato, viene eseguita anche l’anoscopia, che consiste nella visione diretta del canale anale e della parte più bassa dell’ ampolla rettale mediante un piccolo tubo illuminato: questo permette di precisare la diagnosi e talvolta di eseguire piccole biopsie per esame istologico, quando indicato.

Prima della visita proctologica, è sufficiente che il paziente abbia evacuato recentemente; solo in rari casi (stitichezza ostinata), può essere necessario un clistere evacuativo.
La visita proctologica non è dolorosa e non ha nessuna controindicazione.

come si svolge la visita proctologica

cosa sono le emorroidi

Le emorroidi sono normali strutture anatomiche presenti in ognuno di noi e situate in prossimità del canale anale.
Il plesso emorroidario è l’insieme di cuscinetti formati dai vasi sanguigni delle emorroidi. I cuscinetti emorroidari sono costituiti da una fitta rete di vasi sanguigni dotati di valvole che aprendosi e chiudendosi ne determinano la dilatazione o la distensione.
Le emorroidi supportano la continenza, in particolare di feci liquide e gas, poiché dilatandosi per effetto dell’afflusso sanguigno, contribuiscono alla chiusura dell’ano.
Le emorroidi possono essere interne o esterne:
Emorroidi interne:
Le emorroidi interne sono delle sacche piene di vasi, che circondano il canale anale e si posizionano tra la mucosa ed il sistema sfinterico, contribuendo al mantenimento della continenza. La presenza delle emorroidi interne, che si dilatano e si restringono per svolgere la loro funzione è dunque del tutto fisiologica. Quando tuttavia la loro dilatazione è eccessiva, si inizia a parlare di patologia emorroidaria, che a seconda dell’entità e dell’area coinvolta potrà avere diversi gradi di gravità.
Le cause possono essere di tipo meccanico, infiammatorio, endocrino e metabolico.
I sintomi vanno dal semplice fastidio al dolore più o meno intenso, con sanguinamento ed in alcuni casi prolasso. Il tipo di disturbo che nella maggior parte dei casi viene descritto da chi soffre di emorroidi è dato da un senso di pesantezza e di tensione dolorosa, che spesso si aggrava in concomitanza con l’esercizio fisico e la defecazione.
Una distinzione importante ai fini diagnostici e terapeutici viene fatta tra emorroidi interne ed esterne. Le emorroidi interne sono localizzate all’interno del canale anale e sono visibili solo con un esame anoscopico. Le emorroidi esterne sono visibili in quanto protrudono all’esterno dell’ano.
In entrambi i casi all’origine della sintomatologia dolorosa vi è l’irritazione della mucosa dovuta al rigonfiamento eccessivo del plesso emorroidario.
Emorroidi esterne
A distinguere le emorroidi esterne da quelle interne è essenzialmente la loro posizione. Quando queste dilatazioni venose si localizzano al di sotto della linea immaginaria che separa il retto dall’ano, si può parlare propriamente di emorroidi esterne.
La caratteristica principale delle emorroidi esterne è che si vedono alla semplice ispezione, infatti, a differenza delle emorroidi interne, fuoriescono dal canale anale, presentandosi come dei rigonfiamenti morbidi al tatto e di colore rosso con venature blu. In presenza di un processo infiammatorio, le emorroidi possono assumere una maggiore consistenza ed instaurare una sintomatologia dolorosa, che viene ad aggravarsi in posizione seduta.
Le cause possono essere una predisposizione genetica, e più frequentemente fattori legati allo stile di vita quali
la sedentarietà, la tendenza all’obesità, un’alimentazione scorretta, la cattiva abitudine di bere poca acqua e gli sforzi eccessivi durante la defecazione possono essere considerati responsabili dell’insorgenza del problema.
La malattia emorroidaria può evolvere in una forma cronica, legata ad intenso dolore, a diarrea con sanguinamento, ed all’eventuale sviluppo di ragadi o fistole anali. Per non andare incontro a tali complicanze è bene iniziare la giusta cura il prima possibile. Le emorroidi possono guarire, rendendo chi ne soffre libero dal dolore e dal senso di fastidio che il più delle volte riferisce di provare.

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